venerdì 23 Aprile 2021
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Chi siamo

La Cledu, Clinica Legale per i Diritti Umani, nasce dalla Convenzione tra l’omonima Associazione di Promozione Sociale e il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Palermo . Opera attivamente dal 2015 grazie al lavoro volontario di un gruppo di avvocati, docenti, ricercatori ed esperti in diritto dell’immigrazione e diritti umani.

Cosa è una clinica legale?

Le cliniche legali nascono all’inizio del XX secolo negli Stati Uniti e da lì si diffondono in tutto il mondo, tanto da portare alcuni studiosi a parlare di un “movimento clinico globale”. L’ ENCLE -European Network for Clinic Legal Education– concretizza questo movimento a livello europeo mettendo in rete le diverse esperienze. L’approccio clinico-legale è un metodo di insegnamento del diritto attraverso la conoscenza pratica, tendenzialmente orientato alla promozione della giustizia sociale. In una clinica legale studenti e studentesse, sotto la supervisione di tutor universitari e avvocati, possono apprendere il diritto offrendo consulenza legale in casi concreti.

I programmi di educazione clinico-legale sono molteplici. Quello più diffuso è la consulenza legale giudiziale e stragiudiziale pro bono in favore di individui e gruppi che hanno un ridotto accesso alla giustizia, ad esempio a causa di indigenza, di marginalizzazione, di discriminazione giuridica e sociale. Rientrano nelle attività di una clinica legale la presa in carico diretta di singoli casi, i programmi di street law – che consistono nella divulgazione del sapere giuridico al di fuori delle aule universitarie attraverso modalità interattive che coinvolgono varie categorie della popolazione accrescendo la consapevolezza dei propri diritti -, l’elaborazione normativa su tematiche di particolare rilievo sociale, ed altre sperimentazioni. Il tratto distintivo è comunque l’offrire agli studenti e alle studentesse la possibilità di “apprendere facendo”, esponendoli ad un contatto diretto con la realtà, per quanto guidato, e al contempo declinando la “terza missione delle Università” mettendo concretamente il sapere accademico a servizio della comunità.

La Cledu

La Cledu nasce nel settembre del 2015 creando e rendendo da subito operativo uno sportello di primo livello presso la sede universitaria del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo, sito nel cuore del centro storico cittadino. Qui, gli studenti dell’Ateneo palermitano, supervisionati da tutor esperti, vengono formati per offrire un servizio di orientamento ed assistenza legale a richiedenti asilo, titolari di protezione, migranti e minoranze, promuovendo inoltre la sinergia e la collaborazione tra le associazioni già esistenti sul territorio.

Lo sportello è presto diventato un punto di riferimento stabile, accessibile e gratuito per richiedenti asilo appena arrivati sul territorio con necessità di assistenza nell’accesso alla richiesta di protezione internazionale, per persone bisognose di supporto nelle procedure di ottenimento o rinnovo di un permesso di soggiorno diverso da quello inerente la richiesta di asilo, per persone vittime di discriminazione, o con bisogno di assistenza legale anche in sede penale,  per le famiglie rom del territorio alle prese con le loro difficili procedure di regolarizzazione della posizione giuridica. Nei suoi primi quattro anni di attività, lo sportello ha preso in carico più di 650 persone.

La CLEDU interviene nell’ambito della formazione realizzando, allo stesso tempo, due cicli di seminari con cadenza semestrale e prevedendo l’attivazione di una decina di tirocini formativi per ogni anno accademico. Periodicamente, vengono inoltre realizzati Convegni scientifici e iniziative di sensibilizzazione sui temi dei diritti, della cittadinanza e della discriminazione.

Negli anni, la Cledu ha dato vita ad attività di advocacy e di street law in zone di frontiera come Lampedusa, in situazioni di sfruttamento lavorativo come a Campobello di Mazara, ma anche con progetti di scambio come quello realizzato tra gli studenti del corso di “Deontologia” tenuto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo e un gruppo di giovani in carico ai servizi sociali del Tribunale per i Minorenni e coinvolti nel progetto “Noi Europe” (realizzato da Human Rights Youth Organization) che li avrebbe portati a Bruxelles in visita al Parlamento europeo.

Tra le sue attività di elaborazione normativa rientra l’atto d’accusa prodotto per la Sessione sulla violazione dei diritti delle persone migranti e rifugiate del Tribunale Permanente dei Popoli, tenutasi a Palermo il 18-20 dicembre 2017.

Alcune prassi discriminatorie sono state riscontrate in questi anni anche in sede di procedimento penale, ragione per la quale la Cledu ha attivato nel 2019 un osservatorio penale sui casi pendenti o definiti dal Tribunale di Palermo per reati in materia di immigrazione, volto all’identificazione delle cattive prassi e dei profili di lesioni dei diritti di difesa e dell’equo processo.

L’esistenza della Cledu garantisce un maggiore accesso ai diritti, formando allo stesso tempo gli studenti alla risoluzione di problematiche concrete, giuridiche e sociali, che i “non cittadini” affrontano quotidianamente, contribuendo a rafforzare in maniera significativa la coesione sociale del territorio, sensibilizzando anche i futuri operatori legali e sociali rispetto a tematiche fondamentali quali la non discriminazione delle persone appartenenti a categorie vulnerabili.

 

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